Pensieri in libertà III: di filosofi, scale di valori, anni del liceo e tuttologi.

A proposito di cose rovesciate e a testa in giù, almeno su questo gioco le idee rimangono confuse per pochi secondi...
A proposito di cose rovesciate e a testa in giù, almeno su questo gioco le idee rimangono confuse per pochi secondi…

Se ripenso agli anni del liceo mi ritengo estremamente fortunata ad avere avuto un professore di filosofia come lui. Era divertente, spiegava perfettamente, riusciva a tenere l’intera classe concentrata sulla lezione e filosofia era diventata una delle mie due materie preferite. Raramente mi ritrovavo ad aprire il libro per studiare una volta tornata a casa e tutti avevamo dei voti alti, non per sua clemenza, bensì perché preparati. A prescindere dall’evoluzione del pensiero (occidentale) e della vita dei filosofi a volte parlava di temi che sono più filosofici rispetto al programma e spesso si parlava di scala di valori. 
Ogni filosofo ne ha una e, lui diceva, ogni volta che noi andiamo a formulare la nostra siamo filosofi un po’ anche noi. 
Perché tutta questa riflessione?
Semplice perché più mi guardo attorno, sia su internet che offline, e più vedo scale di valori sballate e gente che parla di argomenti di cui non sa un cazzo, scienziati con la laurea presa leggendo articoli senza capo né coda su internet che si permettono di zittire e insultare chi si è fatto il culo studiando da testi e letteratura riconosciuta. Complottisti del web boriosi e presuntuosi convinti di sapere tutto. Tuttologi.
Anche io ho tanti interessi e la (s)fortuna di ricordare un sacco di cose anche non attinenti a ciò che ho studiato ma mai mi permetterei di insultare o mettermi a fare complotti su teorie economiche/del linguaggio etc.

Solo una cosa mi spiace un po’: il mio professore di filosofia l’ho deluso e sono andata a studiare chimica che, tra parentesi, era l’altra mia materia preferita. La ricordo ancora la sua espressione intristita in risposta alla domanda “Ora che farai?” Pensava che la mia “scala di valori” fosse come la sua, per una volta si sbagliava.

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