I buoni propositi di lettura del 2014 VIII: Il talento del cuoco di Martin Suter

Dopo una trentina di libri letti solo ed esclusivamente dal lettore ebook* dall’inizio del 2014 mi sono voluta concedere una lettura cartacea con tutti i pregi e i difetti che questa porta con sé.
Sì ho detto difetti perché (nel mio mondo sia chiaro eh)  le pagine stampate ad altezze diverse non vanno bene, sono fastidiose e segno di libro stampato male, così come le pieghe sulla carta e le pagine bianche con i segni della stampa delle altre pagine; sto pagando per avere un prodotto fatto bene non in maniera approssimativa, se trovo un vestito così lo riporto indietro perché difettato (probabile che sia stata io a trovare la copia difettosa in questo caso, non è un attacco all’editore più uno sfogo personale).
Fatto sta che sono andata in libreria, una molto carina che si trova ad Alghero e funziona anche come wine bar, mi sono fatta consigliare e sono uscita avendo tra le mani un romanzo dello scrittore svizzero Martin Suter dal titolo Il talento del cuoco.

La copertina de Il talento del cuoco (Sellerio Editore)
La copertina de Il talento del cuoco (Sellerio Editore)

“Perché ti interessa? Puoi trovare tutti i lavori che vuoi”
“È una cosa nuova” spiegò Andrea.
All’improvviso un razzo sbucò da dietro i tetti, rallentò la sua corsa verso l’alto, si fermò e un secondo dopo esplose in mille filamenti rossi che ricaddero verso terra. Si festeggiava il primo agosto. E la nascita di Love Food.

Sullo sfondo di una Svizzera, e un intero pianeta, in caduta libera verso la crisi economica, quella vera in cui i ricchi riescono sempre e comunque a diventare più ricchi, si incrociano i destini di diversi personaggi, tutti accomunati da un fattore comune: il cibo.
Maravan, giovane cuoco di etnia Tamil esulo dello Sri Lanka devastato dalla guerra, fa lo sguattero sottopagato presso un prestigioso ristorante di Zurigo dove la cucina molecolare la fa da padrone e qui incontra la bellissima Andrea, cameriera dalla lingua lunga che spesso la fa cacciare nei guai. Lei vuole assaggiare il curry preparato dal ragazzo, lui vuole stupirla adattando le ricette della sua adorata prozia alla già citata cucina molecolare e così “prende in prestito” l’evaporatore rotante e crea un menù dagli effetti erotici devastanti. L’inizio di una storia d’amore? No, l’inizio della Love Food, azienda di catering in nero votata alla preparazione di menù afrodisiaci per coppie in cerca di salvare il loro rapporto.
Infatti per quanto Maravan possa innamorarsi della bella Andrea, lei non ha occhi che per le donne e quella notte di passione è solo frutto del “potere del cibo”, un errore che non dovrà mai più ripetersi.
Ovviamente le cose non saranno così semplici e anche i clienti del famoso ristorante, tra tutti il facoltoso e molto avvezzo alle pratiche illegali Dalmann, andranno a incastrarsi nel mondo della Love Food e dei suoi fondatori mostrando quanto il mondo globalizzato possa essere piccolo e tristemente collegato e anche una piccola cosa, come un piatto cucinato con amore, possa portare a conseguenze devastanti.

Ehilà, questo è un evaporatore rotante, nato non per le bizze della tanto decantata/contestata cucina molecolare bensì per far evaporare i solventi dopo le reazioni chimiche. Nome comune Rotavapor(R)
Ehilà, questo è un evaporatore rotante, nato non per le bizze della tanto decantata/contestata cucina molecolare bensì per far evaporare i solventi dopo le reazioni chimiche. Nome con cui è comunemente chiamato dai chimici? Rotavapor® Naturalmente non basta questo eh, serve una pompa da vuoto, la corrente elettrica, l’acqua per refrigerare, l’acqua/olio da mettere nel bagno (il cilindro metallico a destra) e tanta, tanta pazienza perché ci saranno cose che non bolliranno mai e anche far evaporare l’acqua così è una rogna.

Il talento del cuoco è, secondo il mio modesto parere, una storia d’amore, non nel senso romantico del termine, ma nella sua accezione più ampia, a 360 gradi. C’è tutto l’amore di Maravan per la cucina, un amore al limite del maniacale con la sua fissa di una cucina sgombra da odori e per la sua famiglia rimasta in Sri Lanka (The things I do for love direbbe qualcuno…) vittima di una guerra civile senza apparente via d’uscita che entra prepotentemente all’interno della comunità Tamil svizzera. C’è l’amore di Andrea per le donne, le “sue” donne e quello spirito da donna nei panni del cavaliere dall’armatura scintillante che deve salvare la sua amata. C’è l’amore di Dalmann per il lusso, il cibo, il potere, il guadagno ovviamente senza mai pagarne il prezzo.
C’è anche uno spaccato della vita della comunità Tamil, di come funzioni la loro cultura e religione anche lontano dalla loro patria e il confronto tra gli immigrati di prima e seconda generazione, figli né dello Sri Lanka né del paese che li ha visti nascere  e soprattutto c’è il cibo, tanto cibo, ingredienti esotici (grazie google più di una volta), preparazioni dettagliate e alla fine del libro le ricette da ripetere per vedere se il Love Menu sia veramente così afrodisiaco.

In definitiva una buona lettura, all’inizio un po’ scollegata ma che, col passare dei capitoli, va a incastrarsi in maniera convincente fino a formare un puzzle pieno di senso che trova solo difficoltà nelle dettagliate spiegazioni dei processi della cucina molecolare e nelle descrizioni degli ingredienti. A mio avviso un piccolo glossario con le spiegazioni sia dei termini tecnici che degli ingredienti tipici della cucina indiana/pakistana sarebbe stato molto utile perché interrompere la lettura per cercare i significati può essere fastidioso. Non lo consiglierei però indiscriminatamente: se non amate la cucina, specie quella orientale il libro potrebbe risultare fin troppo pesante poiché è proprio il cibo e la sua preparazione il motore di tutta la vicenda, ben più delle sue proprietà afrodisiache.

Il talento del cuoco di Martin Suter è edito in Italia da Sellerio al prezzo di 16 euro in un’edizione con bandelle e 10.99 euro per l’edizione ebook (sia sul Kindle Store di Amazon.it che sul Kobo store).


 

* Qualcuno si chiederà: hai letto tutti questi libri e non hai parlato di tutti? Esatto, non parlo di tutto ciò che leggo e no, il discrimine non è che mi sia piaciuto o meno. Diciamo che è più una serie di fattori riassumibile in pochi punti:

1) Ho deciso che sul blog parlo solo di libri che ho letto in italiano e dei 30 libri di cui sopra una gran parte era in inglese.
2) Vedo che comunque i post su i libri di Doctor Who interessano mediamente meno degli altri non vedo come possano interessarvi i libri tratti da adattamenti moderni di Orgoglio e Pregiudizio.
3) La voglia (forse questo è ciò che conta di più).


 

Ah, se qualcuno se lo chiedesse ecco cosa penso (da totale profana) io della cucina molecolare:

Penso sia chiaro. Insomma c’è un limite a tutto e a vedere un evaporatore rotante usato in cucina mi viene da piangere.

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