La Sardegna che non si affaccia sul mare I: Su stampu e su turrunu a Sadali (CA)

Quest’anno, interrompendo la tradizione dello stare in zona per Pasquetta ho deciso, con la complicità di un’amica, di fare un piccolo “colpo di testa” e fare circa 600km in auto per andare dal mio ridente paesello del nord ovest della Sardegna fino a Sadali, un piccolissimo paese di neanche mille abitanti che si trova in quella zona della Sardegna che fino a una decina di anni fa era in provincia di Nuoro, mentre ora si trova in provincia di Cagliari al confine tra la Barbagia e il Sarcidano in una zona dove scorre il fiume Flumendosa (il secondo fiume della Sardegna). Il paese si trova su un altopiano ma del paese in sé non ho niente da dire perché mi sono diretta direttamente verso la zona delle cascate nota come Su stampu e su turrunu.

Su stampu e su turrunu. Lo benissimo che esistono cascate molto più imponenti (vedi Le Marmore rimanendo in Italia) ma arrivarci non è così semplice.
Su stampu e su turrunu. Lo benissimo che esistono cascate molto più imponenti (vedi Le Marmore rimanendo in Italia) ma arrivarci non è così semplice.

Partendo dalla cima dell’altopiano c’è una strada per la maggior parte praticabile e da un certo punto in poi un po’ impervia che dà su uno strapiombo (e forse se uno soffre di vertigini non è proprio il massimo da percorrere), ma ciò che si trova una volta scesi è bellissimo. Si è circondati da una sorta di canyon (credo che il termine corretto per identificare tutto ciò sia che il territorio è carsico ma non sono un geologo non fidatevi di me V.v) con di fronte la cascata e alle spalle un corso d’acqua che va ad affluire nel Flumendosa e un sentiero che porta a una serie di percorsi per escursionisti (che ovviamente non ho affrontato perché no io non sono propriamente un’escursionista, anzi) che arrivano addirittura ai paesi vicini, ricordo che con circa 13km di camminata si può arrivare al vicino paese di Seui. Vi lascio alle foto, che sapranno sicuramente descrivere meglio di me la bellezza del luogo, posso dire solo che, secondo me, ne è valsa la pena dal primo all’ultimo chilometro percorso.

Un solo avvertimento: niente tacchi, scarpe fashion o vestiti eleganti (io per fortuna avevo delle pessime scarpe da ginnastica portate nel caso che con gli stivaletti fossi morta di mal di piedi a metà strada, per una volta sono stata previdente V.v), quel che vi serve veramente è un bel paio di scarpe da ginnastica (e una buona dose di fiato specie nella risalita).

La scalinata per arrivare alle cascate...
La scalinata per arrivare alle cascate…
La cascata vista dall'interno della grotta. Sì, come i bambini non ho saputo resistere e agile come uno stegosauro mi sono arrampicata sulle pietre per entrare dentro la grotta e non cadere nell'acqua fredda. Missione compiuta V.v
La cascata vista dall’interno della grotta. Sì, come i bambini non ho saputo resistere e agile come uno stegosauro mi sono arrampicata sulle pietre per entrare dentro la grotta e non cadere nell’acqua fredda. Missione compiuta V.v
Momento infanzia II: c'è uno specchio d'acqua ed è fredda? Devo toccarla.  Risultato, vi beccate una bellissima foto con un giubbotto di una sobrietà imbarazzante.
Momento infanzia II: c’è uno specchio d’acqua ed è fredda? Devo toccarla.
Risultato, vi beccate una bellissima foto con un giubbotto di una sobrietà imbarazzante.
Per finire, uno sguardo a ciò che io chiamo canyon (ma non credo che si chiami così) e alla vegetazione che a differenza di molti altri posti in Sardegna è rigogliosa...
Per finire, uno sguardo a ciò che io chiamo canyon (ma non credo che si chiami così) e alla vegetazione che a differenza di molti altri posti in Sardegna è rigogliosa…