Banana Yoshimoto e Yukio Mishima: due micro buoni propositi di lettura

Immagino (male) che qualcuno si sia chiesto che fine io abbia fatto, immagino (forse meglio) che qualcun altro abbia semplicemente pensato che, come molte volte lo scorso anno, io mi sia dimenticata del blog. In realtà non è proprio così, insomma…, ecco qualcuno può spiegarlo meglio di me.

Qualcuno mi rubò la macchina! Ci fu un terremoto! Una tremenda inondazione! Un'invasione di cavallette!  Insomma ci siamo capiti no? (Ringraziamo in coro Jake "Joliet" Blues per questo momento altissimo di cinema)
Qualcuno mi rubò la macchina! Ci fu un terremoto! Una tremenda inondazione! Un’invasione di cavallette!
Insomma ci siamo capiti no? (Ringraziamo in coro Jake “Joliet” Blues per questo momento altissimo di cinema)
Scherzi a parte, mi sono ammalata, due belle settimane in compagnia di una pregiata selezione dei più fastidiosi mali di (fine) stagione che mi hanno tenuta lontana dalla lettura di nuovi libri (e sì, poi c’erano le finali della Coppa del mondo di Sci e dovevo vederle era un dovere morale ma shhhh facciamo finta di nulla) tranne che per una serie di piccoli racconti disponibili solo in formato digitale di diversi autori a cura di Feltrinelli al prezzo di 99 centesimi l’uno.
Così ho pensato di parlarne un po’, dividendoli in maniera geografica e oggi quindi si parte per un piccolo viaggio in Giappone attraverso due racconti in un certo modo uniti dal tema e dai protagonisti  eppure lontani nel tempo.
Si tratta di La luce che c’è dentro le persone di Banana Yoshimoto e di Diario di Preghiere di Yukio Mishima.
Della Yoshimoto avevo letto, una quindicina di anni fa, Sly regalatomi nella convinzione (ora errata ai tempi non so quanto) che, visto che leggevo i manga, mi piacesse tutto ciò che fosse giapponese. A me il libro non era piaciuto un granché, l’avevo trovato veramente triste e privo di speranza e, se in tutto questo tempo  non avevo letto altro di suo, seppur ora non ricordi bene la trama, un motivo di sicuro c’era. Ammetto senza problemi che sia stato il prezzo ridotto, ma non troppo per un racconto di 14 pagine,  ad avermi convinta.
La luce che c'è dentro le persone - Banana Yoshimoto
La luce che c’è dentro le persone – Banana Yoshimoto                         Feltrinelli Zoom 0.99 euro

La luce che c’è dentro le persone è stato originariamente pubblicato all’interno della raccolta di racconti Ricordi di un vicolo cieco (edito anch’esso da Feltrinelli). Il racconto, scritto in prima persona, narra di una scrittrice amante della Francia e della letteratura francese e del ricordo che conserva del suo più caro amico d’infanzia. Di più non posso dire o racconterei tutto, dico solo che, nella sua brevità,  si va a inserire in maniera perfetta nei temi cari all’autrice, su tutti la famiglia, la sua resilienza e il suo essere una struttura che sopravvive ai singoli individui, sul fatto che ci sono cose che durano nel tempo e non sono quelle più solide e dure, quelle più legate alla terrà bensì sono  i fiumi che travolgono, trascinano, inghiottono e rimangono al loro posto.

Questo brevissimo racconto mi ha dato la stessa sensazione che può darti sentire un amico che decide di renderti partecipe di un suo ricordo particolarmente caro ma, un po’ per pudore, un po’ per il senso di possesso dato dal valore del ricordo stesso. Il racconto è stato troppo breve per poterlo fare mio, per immedesimarmi nella protagonista e, anche, per invogliarmi a leggere qualcosa di più lungo della Yoshimoto. Questa lettura, una decina di minuti scarsi, è stato un bel racconto che, dopo qualche giorno, si dimentica perché travolti da più pressanti e terrene faccende anche se, a livello inconscio, lascia la sua piccola traccia in chi lo ha letto.
Ah, ecco cosa significa durare nel tempo, pensai. Non è solo qualcosa di solido e sicuro. È come un fiume che è sempre lì, che inghiotte tutto, e che continua a scorrere come se niente fosse mai accaduto.
Diario di Preghiere - Yukio Mishima
Diario di Preghiere – Yukio Mishima Feltrinelli Zoom 0.99 euro

Diario di Preghiere è stato originariamente pubblicato all’interno della raccolta La foresta in fiore (edito in Italia  sempre da Feltrinelli) narra sempre di un’amicizia dei tempi dell’infanzia tra un bambino e una bambina che un giorno va a incrinarsi, per un motivo futile agli occhi di un lettore adulto ma fondamentale ai loro, ma che la vita continua a far incontrare senza che l’incomprensione riesca mai a risolversi. Yasuko e Yumio si conoscono grazie alla loro salute cagionevole e alla conoscenza tra le loro rispettive infermiere e diventano amici per la pelle, in un modo segreto e magico che riesce a tagliare fuori dai loro discorsi il resto del mondo. Yasuko e Yumio si appassionano ai pirati e costruiscono una mappa per ritrovare un tesoro che hanno nascosto in una casa abbandonata. Sarà proprio quel tesoro la causa della loro incomprensione, del silenzio che andrà a cadere e li porterà ad allontanarsi incontrandosi poi durante l’adolescenza per volontà altrui e mai la loro. Il lettore seguirà la vicenda dal punto di vista della giovane Yasuko e seguirà i suoi turbamenti interiori, la sua sofferenza e il rapporto con sua madre, fino alla naturale conclusione della vicenda.

Yukio Mishima non lo conoscevo, per nulla. O meglio avevo solo letto alcuni commenti comparsi sulla mia home page di facebook da parte di chi lo ha studiato all’Università. Sono andata quindi, a lettura del racconto conclusa, a informarmi su di lui e diciamo pure che ha avuto una vita “interessante” e una morte da suicida ancor più interessante, o meglio lucidamente studiata, programmata ed eseguita. (Se volete saperne qualcosa anche voi, con una breve ricerca su Wikipedia trovate la pagina dedicata a lui, io sono sempre stata un disastro a raccontare la vita degli autori anche a scuola o meglio lo evitavo ogni volta che si presentava l’occasione).

Diario di preghiere, a differenza de La luce che c’è dentro le persone  mi è piaciuto molto, sia come stile che come tema ma non so se riuscirò a leggere altro di Mishima visti i miei precedenti rapporti (quasi sempre fallimentari) con la letteratura giapponese. Forse è il caso di fermarsi qua e di godersi le belle sensazioni avute dalla lettura di queste 37 pagine, probabilmente non le più significative, più belle o importati scritte dall’autore ma che hanno saputo colpirmi, molto più di quelle della Yoshimoto.

La luce rotonda e leggera di quella lampada mi sembrava un piccolo anello magico, nel giardino le tenebre erano fitte e scure come l’interno di un vaso pieno di indaco.

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