I buoni propositi in ebook: Trent’anni e li dimostro di Amabile Giusti

Ecco qua il famoso libro misterioso di cui avevo accennato nell’altro post. Si tratta di un’opera che esiste solo in versione digitale sullo store di Amazon è che ho preso un po’ a scatola a chiusa al prezzo di 1.99 per circa 188 pagine.

Ecco quindi senza ulteriore indugio, in diretta dal mio Kindle, la copertina di “Trent’anni e li dimostro” di Amabile Giusti.

Prendo una barretta di fondente dalla dispensa e mi chiudo nella stanza. Sgranocchio rabbiosamente la cioccolata, come se volessi punirla. La inghiotto con dispetto, sottoponendola al castigo della digestione.*

Ecco qua quella che dovrebbe essere la protagonista che sorride e sembra fiera della sua chioma leonina (beata lei che riesce a portare i capelli ricci corti così, io sembro il re della foresta)

Ecco qua quella che dovrebbe essere la protagonista che sorride e sembra fiera della sua chioma leonina (beata lei che riesce a portare i capelli ricci corti così, io sembro il re della foresta)

Non sapevo nulla dell’autrice, Amabile Giusti, e anche ora la mia conoscenza si limita alla lettura di questo libro e al fatto che gli altri suoi due libri che ho trovato su Amazon.it, “Cuore Nero” e “Odyssea. Oltre il varco incantato” si trovino solo in formato digitale e siano a tematica fantasy*². Semplicemente il giorno di Natale cercavo un libro a basso costo per inaugurare il Kindle e l’occhio è caduto su questo per due motivi: il prezzo e il titolo. Così, pochi secondi e ho iniziato la lettura.

In un pomeriggio sonnacchioso e noioso come quello di Natale, incastrato tra il pranzo e l’arrivo dei parenti Trent’anni e li dimostro si è rivelato un piacevole intrattenimento, in grado di mantenere alta l’attenzione e di farmi leggere tutto d’un fiato l’intero libro in un paio d’ore ma niente di più. In realtà ho storto il naso in un paio di occasioni e per motivi differenti. Più che altro il “problema” è l’uso di un linguaggio a volte fin troppo scurrile in situazioni in cui, a mio parere, non era strettamente necessario. Anche se ci si accoppia senza travolgente sentimento d’ammmmmore non è che in automatico si scopa o si fotte, cadere nel “Io non faccio l’amore, Anastasia, io fotto senza pietà” (cit. pessima da un libro pessimo) non mi sembra certo il massimo dell’originalità, parere personale sia chiaro eh. A parte questo a livello stilistico, grammaticale etc. il libro è ben scritto e la lettura è molto fluida.

Devo poi capire perché la protagonista, la classica “sfighella” (passatemi l’inesistente termine) che condivide la casa con il dio del sesso sceso sulla terra, pronto a copulare con chiunque tranne che con lei basta che respiri (amiche della protagonista comprese) debba avere come simbolo della sua sfiga contrapposta alla somma figaggine della sorella i capelli ricci e ribelli. Eh no, NON CI STO. Sì questo è lo sfogo, inutile, di una persona condannata dalla vita ad una chioma riccia e fluente abbiate pietà, ho talmente tanti capelli che più di una parrucchiera si è lamentata di dolori al polso dopo avermi lisciato i capelli.

Un ultimo appunto, un momento di ignoranza che non mi faccio problemi ad ammettere. Qualcuno mi sa spiegare la differenza tra un romanzo rosa e uno chick-lit? Perché, probabilmente per miei limiti, la differenza non la vedo.

In definitiva, Trent’anni e li dimostro” si è rivelato un piacevole passatempo, un libro che consiglierei più alle donne che cercano sempre il lieto fine (in cui mi includo nonostante la dura corazza) che al resto dei lettori e che regalerà il lieto finale che dalle prime pagine, in fondo, tutti coloro che hanno deciso di iniziare la lettura sanno che verrà loro donato.

* Situazione a caso che suppongo sia capitata a più di una donna nella vita, quella splendida relazione di odio e amore col cioccolato, palliativo di ogni delusione d’amore  carico di endorfine e secondo alcuni articoli scientifici neanche così portatore di ciccia e brufoli (cit.)

*² Mi informano (grazie Yue) che esiste anche un libro cartaceo Non c’è niente che fa male così del 2009 che su Amazon però non è disponibile e proprio per quello non mi mostrava a una prima ricerca.

PS: Foto bonus e random della custodia del mio Kindle. Una roba di una sobrietà e serietà assolute. E sì la lettura del libro della Munro procede ma è un libro di racconti quindi non disperate arriva, arriva.

Sobrietà a palate in questa foto, tra unghie e custodia non saprei che scegliere.
Sobrietà a palate in questa foto, tra unghie e custodia non saprei che scegliere.

2 pensieri su “I buoni propositi in ebook: Trent’anni e li dimostro di Amabile Giusti

  1. Ma che dici? Io mi aspettavo una custodia molto ma molto più pacchiana!Tipo tutta glitterata XD

    Comunque, ogni tanto fa bene leggere un libro più leggero, con uno scintillante lieto fine (anche se un filo forzato). Di Amabile pare interessante anche “Non c’è niente che fa male così”, ma anche questo è della Dalai editore (casa editrice che al momento ha chiuso i battenti) e si trova male.

    P.S: Anch’io mi sono fatto spesso la tua domanda, ma ancora non ho ben capito la differenza fra romanzo rosa e chick-lit.

    • Ma io più che forzato il lieto fine lo chiamerei telefonato (e con una giustificazione ai limiti del paranormale perché non sapevo che certe cose si potessero fare contro XD) ma hai ragione tu, leggere questo tipo di finali fa bene al cuore (ogni tanto però XD)
      Ohhh siamo in due allora che viviamo dilaniati dal dubbio XD

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