I buoni propositi del 2014 II: Nemico, Amico, Amante… di Alice Munro

Le donne sanno scrivere. Non meglio degli uomini, non peggio. Semplicemente diversamente. A causa della loro sensibilità differente, a causa della biologia che fa circolare diversi ormoni in uomini e donne, le cause possono essere molteplici. Sia chiaro che non tutte le donne sanno scrivere, né tutti gli uomini e a volte, misteriosamente, alcuni di quelli che non sanno scrivere pubblicano libri e hanno successo. Tutto questo preambolo senza senso per dire che  Alice Munro, a mio modesto parere, sa scrivere e scrive di ciò che caratterizza la vita delle donne: l’amore. Non l’amore nel senso di romanzo in cui i protagonisti sono alla perenne ricerca dell’anima gemella,  ricerca che si dimostra spesso travagliata e perigliosa bensì nel delicato susseguirsi di racconti su come l’amore si possa manifestare nella quotidianità, come possa o non possa sconvolgere la vita delle persone, come sia uno dei più grandi tesori da conservare e riportare alla memoria nei momenti di difficoltà.

Quello che provava era una specie di leggerezza indulgente, quasi una voglia di ridere. Un fremito di affettuosa ilarità, che ebbe la meglio su tutto il dolore e il senso di vuoto, per il momento.

Finalmente un libro di racconti che mi ha convinta del tutto. O questo è uno spoiler? XD
Finalmente un libro di racconti che mi ha convinta del tutto. Ops questo è uno spoiler! XD

Alice Munro ha vinto il premio Nobel per la Letteratura lo scorso 10 ottobre 2013 e, secondo me, se lo è meritato. La motivazione “maestra del racconto breve contemporaneo” è quantomai corretta e posso dire, senza alcun dubbio che questo è il primo libro di racconti da me letto che mi ha convinta al 100%. Nel corso dei 9 racconti di Nemico, Amico, Amante… nulla è andato fuori posto. Le nove protagoniste, tutte donne, hanno raccontato la loro storia in un intreccio tra passato e presente che non risulta mai pesante o fuori posto ma che svela la natura, le paure e i sogni (spesso infranti una volta nel presente) di ognuna di esse.

C’è chi con uno scherzo non troppo innocente è convinta di aver rovinato più di una vita e  invece, inconsapevolmente, ne ha salvate due e contribuito alla nascita di un amore; c’è la scoperta della malattia e la paura che ogni cambiamento clinico porta sia in peggio sia in meglio,  sono presenti il lento declino fisico e mentale, la fuga da uomini incapaci di amare talmente sono rinchiusi in schemi mentali che non ammettono l’errore ma che, in compenso, li rendono ciechi e sordi a ciò che li circonda. C’è la “lotta” tra creazionismo e ateismo. C’è la vita sullo sfondo del Canada. C’è l’amore, quello vero.

C’è, soprattutto, un libro scritto bene. Una volta iniziato un racconto mi è stato impossibile riporre il libro prima della fine dello stesso anche se ho preferito far passare un po’ tra la lettura di un racconto e l’altro per consentire a ogni storia di “decantare” nella mia mente, di lasciare la propria opinione.

Nemico, Amico, Amante… è un libro che consiglierei a tutti, senza se e senza ma, una raccolta di racconti realistica e irreale, una prosa piena di poesia senza bisogno di versi.

– Portami da un’altra parte, – disse

Lui la guardò dritta negli occhi. Disse: – Sì.

PS: Spero di aver convinto qualcuno a provare la lettura di questo titolo. Non so se si sia capito, ma mi ha profondamente colpita e credo che, prima o poi, mi regalerò un nuovo viaggio nel mondo dei racconti della Munro che mi ha così bene accolta.  Per chi fosse curioso non so quale sarà la mia prossima lettura, ho quattro titoli che aspettano di essere letti vedrò cosa mi dirà l’ispirazione del momento al momento di accendere il Kindle.

Ah ovviamente dimenticavo: Nemico, Amico, Amante… è edito in Italia da Einaudi nella collana SuperET e disponibile al prezzo di 12 euro in formato cartaceo e a 6.99 euro sul Kindle Store di Amazon.

I buoni propositi in ebook: Trent’anni e li dimostro di Amabile Giusti

Ecco qua il famoso libro misterioso di cui avevo accennato nell’altro post. Si tratta di un’opera che esiste solo in versione digitale sullo store di Amazon è che ho preso un po’ a scatola a chiusa al prezzo di 1.99 per circa 188 pagine.

Ecco quindi senza ulteriore indugio, in diretta dal mio Kindle, la copertina di “Trent’anni e li dimostro” di Amabile Giusti.

Prendo una barretta di fondente dalla dispensa e mi chiudo nella stanza. Sgranocchio rabbiosamente la cioccolata, come se volessi punirla. La inghiotto con dispetto, sottoponendola al castigo della digestione.*

Ecco qua quella che dovrebbe essere la protagonista che sorride e sembra fiera della sua chioma leonina (beata lei che riesce a portare i capelli ricci corti così, io sembro il re della foresta)

Ecco qua quella che dovrebbe essere la protagonista che sorride e sembra fiera della sua chioma leonina (beata lei che riesce a portare i capelli ricci corti così, io sembro il re della foresta)

Non sapevo nulla dell’autrice, Amabile Giusti, e anche ora la mia conoscenza si limita alla lettura di questo libro e al fatto che gli altri suoi due libri che ho trovato su Amazon.it, “Cuore Nero” e “Odyssea. Oltre il varco incantato” si trovino solo in formato digitale e siano a tematica fantasy*². Semplicemente il giorno di Natale cercavo un libro a basso costo per inaugurare il Kindle e l’occhio è caduto su questo per due motivi: il prezzo e il titolo. Così, pochi secondi e ho iniziato la lettura.

In un pomeriggio sonnacchioso e noioso come quello di Natale, incastrato tra il pranzo e l’arrivo dei parenti Trent’anni e li dimostro si è rivelato un piacevole intrattenimento, in grado di mantenere alta l’attenzione e di farmi leggere tutto d’un fiato l’intero libro in un paio d’ore ma niente di più. In realtà ho storto il naso in un paio di occasioni e per motivi differenti. Più che altro il “problema” è l’uso di un linguaggio a volte fin troppo scurrile in situazioni in cui, a mio parere, non era strettamente necessario. Anche se ci si accoppia senza travolgente sentimento d’ammmmmore non è che in automatico si scopa o si fotte, cadere nel “Io non faccio l’amore, Anastasia, io fotto senza pietà” (cit. pessima da un libro pessimo) non mi sembra certo il massimo dell’originalità, parere personale sia chiaro eh. A parte questo a livello stilistico, grammaticale etc. il libro è ben scritto e la lettura è molto fluida.

Devo poi capire perché la protagonista, la classica “sfighella” (passatemi l’inesistente termine) che condivide la casa con il dio del sesso sceso sulla terra, pronto a copulare con chiunque tranne che con lei basta che respiri (amiche della protagonista comprese) debba avere come simbolo della sua sfiga contrapposta alla somma figaggine della sorella i capelli ricci e ribelli. Eh no, NON CI STO. Sì questo è lo sfogo, inutile, di una persona condannata dalla vita ad una chioma riccia e fluente abbiate pietà, ho talmente tanti capelli che più di una parrucchiera si è lamentata di dolori al polso dopo avermi lisciato i capelli.

Un ultimo appunto, un momento di ignoranza che non mi faccio problemi ad ammettere. Qualcuno mi sa spiegare la differenza tra un romanzo rosa e uno chick-lit? Perché, probabilmente per miei limiti, la differenza non la vedo.

In definitiva, Trent’anni e li dimostro” si è rivelato un piacevole passatempo, un libro che consiglierei più alle donne che cercano sempre il lieto fine (in cui mi includo nonostante la dura corazza) che al resto dei lettori e che regalerà il lieto finale che dalle prime pagine, in fondo, tutti coloro che hanno deciso di iniziare la lettura sanno che verrà loro donato.

* Situazione a caso che suppongo sia capitata a più di una donna nella vita, quella splendida relazione di odio e amore col cioccolato, palliativo di ogni delusione d’amore  carico di endorfine e secondo alcuni articoli scientifici neanche così portatore di ciccia e brufoli (cit.)

*² Mi informano (grazie Yue) che esiste anche un libro cartaceo Non c’è niente che fa male così del 2009 che su Amazon però non è disponibile e proprio per quello non mi mostrava a una prima ricerca.

PS: Foto bonus e random della custodia del mio Kindle. Una roba di una sobrietà e serietà assolute. E sì la lettura del libro della Munro procede ma è un libro di racconti quindi non disperate arriva, arriva.

Sobrietà a palate in questa foto, tra unghie e custodia non saprei che scegliere.
Sobrietà a palate in questa foto, tra unghie e custodia non saprei che scegliere.

I bilanci del 2013: quali dei miei (pochi) buoni propositi di lettura vi è interessato di più?

In colpevole ritardo eccomi qua a parlare un po’ dell’anno appena trascorso e su come le cose siano andate per questo piccolo blog senza alcuna pretesa (e ci mancherebbe altro) . Ero partita bella pimpante e nei primi due mesi del 2013 ho recensito praticamente tutto quello che ho letto, poi è arrivato marzo e qualcosa si è inceppato (leggi non avevo tempo per scrivere, non sapevo che scrivere, mi stavo preparando per partire, insomma una marea di scuse). Sono stata a Terni e non ho scritto nulla (e non ho letto nulla, shame on me). Passata l’estate ho cercato di riprendere ma, alla fine, ho prodotto a fatica solo tre post, di cui uno che palesemente interessava me e al massimo i fan di Doctor Who più che i lettori abituali di libri. Questo però non vuol dire che io abbia smesso di leggere. Anzi ho letto di più rispetto ad anni passati, la verità è che più che altro c’è stata un po’ di fatica a riportare le mie impressioni su carta, data la mia proverbiale insicurezza che si trasmette un po’ a tutto ciò che faccio (sì anche a delle stupide recensioni).

Alla fine ho parlato di soli 8 libri nel 2013 su questo blog e i post che avete apprezzato di più sono due, con lo stesso esatto numero di visite: si tratta delle recensioni di “Norwegian Wood“di Haruki Murakami e di “Le notti Bianche” di Fëdor M. Dostoevskij.  Capisco il grande rumore attorno al primo autore, “Norwegian Wood” che è stato il mio incontro con lo stesso mi aveva lasciato molto più entusiasta che il resto delle letture. Di Murakami ho letto, ma non recensito “A sud del Confine a Ovest del Sole”. Il problema è che al terzo protagonista che ama lo stesso brano jazz che non conosce nessuno tranne lui, Murakami e tutti quelli che i suoi libri hanno letto mi sono un po’ cadute le braccia di fronte a tale rarefazione tanto che il regalo per il mio compleanno giace non letto (trattasi di 1Q84) e non ho intenzione per ora di iniziare la lettura. Per quanto riguarda Dostoevskij sapevo forse di andare più sul “sicuro” nonostante la tendenza diffusa a considerare la letteratura russa ottocentesca quel filino pesante (fosse solo per le dimensioni dei tomi).

A parte questo scarno bilancio che dire, a Natale è arrivato un regalo gradito (e aspettato) ovvero il Kindle Paperwhite. Questo mi ha finalmente consentito di smettere di leggere gli ebook al pc (provando a preservare un po’ della mia vista). In realtà l’ho già sfruttato, leggendo un libro di cui sto pensando se parlare e ora ho iniziato questo:

Di questo vorrei parlare sempre che riesca a scrivere o che, nel frattempo io non mi incanti a rileggere i soliti 3 libri che mi rapiscono sempre e comunque.
Di questo vorrei parlare sempre che riesca a scrivere o che, nel frattempo io non mi incanti a rileggere i soliti 3 libri che mi rapiscono sempre e comunque.

Credo si legga, comunque è “Nemico, Amico, Amante” di Alice Munro, la fresca vincitrice del premio Nobel per la letteratura. Vediamo se il prossimo post sarà su questo o sull’altro titolo “misterioso”.

Per questo 2014 avevo pensato di partecipare a una o più “Sfide di lettura” ma ho poi cambiato idea: mi conosco troppo bene e so benissimo che, quando mi impongo certe cose le lascio irrimediabilmente a metà. Quindi tutto ciò che riuscirò a leggere sarà il benvenuto e quello di cui riuscirò a parlare ancora di più.

Buon anno e buone letture a tutti!

PS: Magari potrei provare a parlare d’altro ogni tanto, ma non prometto nulla (vedere alla voce quando mi impongo certe cose le lascio irrimediabilmente a metà)