Attorno a Terni parte II

I sabati e le domeniche, più i primi delle seconde, dei miei mesi in Umbria erano dedicati a visitare le città vicine. La prima è stata Perugia. Non ho molto da dire tranne che ho mangiato malissimo, la stazione Trenitalia è lontanissima dal centro e si moriva di freddo. I palazzi erano splendidi, l’ambiente alquanto strano.

Perugia, il suo essere in salita (o in discesa a seconda dei punti di vista) ed il timido sole di aprile
Perugia, il suo essere in salita (o in discesa a seconda dei punti di vista) ed il timido sole di aprile.

Una cosa che mi ha colpito, negativamente, sono state le scalinate. Perché così basse? Erano veramente scomode e stancanti. Però, se c’è una ragione storica dietro per tutto ciò mi scuso della mia lamentela da persona lamentosa XD

Perugia e le gradinate. Mi hanno detto in tutte le lingue che ci sono anche le scale mobili. Io non le ho viste (però ho girato tanto a vuoto)
Perugia e le gradinate. Mi hanno detto in tutte le lingue che ci sono anche le scale mobili. Io non le ho viste (però ho girato tanto a vuoto).

C’erano anche altre cose che non sono riuscita a fotografare come le parabole con la faccia di Gesù sopra ma non mi sono scappate delle strane sirene…

La strana sirena, in una strana via che finiva con un laboratorio di riciclo aperto a tutti.
La strana sirena, in una strana via che finiva con un laboratorio di riciclo aperto a tutti.

Il panorama però era bellissimo, si vedeva tuta la pianura attorno anche se nessuna traccia del mare ed io, da isolana, di questo un po’ ci soffro. Posso dire che è stata la cosa più “brutta” per me non avere il mare a portata di mano per ben due mesi. Sebbene io non sia una fan sfegatata delle giornate in spiaggia il mare mi appartiene ed io appartengo un po’ a lui.

Il panorama dall'alto di Perugia.
Il panorama dall’alto di Perugia.

E vi lascio così con versi di Dante impressi sulla pietra perché non ho fatto nessuna foto ai tanti Terni merda che si trovavano in giro per la città.

Così Dante su Perugia.
Così Dante su Perugia.

Attorno a Terni pt I

Racconto per immagini di due mesi a Terni e dintorni (più o meno):

Quando esci dalla stazione di Terni ti accoglie la pressa gigante.
Quando esci dalla stazione di Terni ti accoglie la pressa gigante.

Io vivevo al centro di Terni, in piazza Tacito (Terni è piena di vie e viali con nomi di antichi romani). C’era una grande fontana, ma era senz’acqua, un vero peccato perché non era un granché.

Piazza Tacito. Terni è sempre piena di gente in giro anche al pomeriggio.
Piazza Tacito. Terni è sempre piena di gente in giro anche al pomeriggio.

Terni è una delle poche, se non l’unica (correggetemi se sbaglio), città dell’Umbria in “pianura” e quindi passeggiare anche per kilometri non è affatto un problema. Il centro poi è una grande ZTL con all’interno un’ampia zona pedonale. Dal punto di vista storico/artistico non c’è tantissimo (ed io ho visto veramente poco perché quando stavo a Terni passavo le giornate più che altro alla facoltà di Ingegneria  in zona Pentima, giusto accanto a quel colosso che sono le acciaierie) perché la città durante la seconda guerra mondiale è stata bombardata per ben 7 volte a causa della sua importanza strategica in quanto sede dell’acciaieria e di una fabbrica d’armi. Ci sono diverse Chiese tra cui San Valentino (che è il patrono della città e fa diventare Terni la città dell’amore) e la Cattedrale di Santa Maria Assunta ma se uno pensa a Terni pensa più che altro a due cose: la Cascata delle Marmore e Carsulae. Di Carsulae non dirò nulla perché, grazie alla gestione fantasiosa degli orari dei mezzi pubblici di Umbria Mobilità, non sono riuscita ad andarci, le cascate invece le ho viste. Una menzione speciale va all’obelisco lancia di luce, opera di Arnaldo Pomodoro, che mi ha fatta ridere per ben due mesi.

L'obelisco lancia di luce. Si trova in Corso del Popolo e un po' ti chiedi cosa ci faccia là, un po' meno della pressa gigante però.
L’obelisco lancia di luce. Si trova in Corso del Popolo e un po’ ti chiedi cosa ci faccia là, un po’ meno della pressa gigante però.

Le Cascate delle Marmore sono molto belle, anche se artificiali. Certo se uno ha visto qualcosa come le cascate del Niagara potrebbe trovarle abbastanza ridicole. Invece quando vengono aperte alla massima potenza (un’ora la mattina ed un’ora al pomeriggio nel mese di Aprile) sono un vero spettacolo. Ci sono poi diversi percorsi, di difficoltà crescente, che permettono di camminare attorno e sotto alla cascata per godere dello spettacolo. Personalmente ne ho affrontati tre, tra cui quello più difficile che sì era difficile (specie per una persona come me che sì cammina ma che fa della pigrizia il suo stile di vita più o meno).

La cascata delle Marmore. Dalla cima. Una sfacchinata ma ne è valsa la pena
La cascata delle Marmore. Dalla cima. Una sfacchinata ma ne è valsa la pena.

Immagine bonus delle Cascate…

Arcobaleno sulla cascata. Gli Appenini sullo sfondo. Come si leggeva un po' ovunque: l'Italia ha un cuore verde, l'Umbria.
Arcobaleno sulla cascata. Gli Appenini sullo sfondo. Come si leggeva un po’ ovunque: l’Italia ha un cuore verde, l’Umbria.