I buoni propositi di lettura del 2013 I: Chiedi alla polvere

Da un paio d’anni  volevo leggere questo libro, da quando avevo letto Rapimento in famiglia ed altri racconti sempre di Fante che ai tempi era uscito come allegato al Sole 24 ore (se non sbaglio) e devo dire che, pur avendolo dovuto leggere nei ritagli di tempo, mi è piaciuto tantissimo.

Non sono in grado di fare grandi recensioni, né di lanciarmi in sensate considerazioni sullo stile o sulla storia in sé, con i libri sono abbastanza strana, devono piacermi ma non bene spiegare perché. Chiedi alla polvere partiva anche svantaggiato perché scritto in prima persona, ed io non sono un’amante di questo tipo di scrittura forse perché immersa alla nascita in un bagno di formalismo, solitamente preferisco un certo distacco; eppure questo giovane scrittore, questa contraddizione vivente che nei momenti di difficoltà si rifugia piagnucolando dietro Novene e Messe e quando le cose vanno bene è sprezzante della divinità tanto da negarne l’esistenza mi ha conquistata.

Il suo amore non corrisposto per Camilla, la donna vittima di un amore malato a sua volta a senso unico, il suo umiliarsi per lei, il suo andare a cercarla altrove, il senso di colpa per il terremoto, il suo ondeggiare tra momenti di autostima zero a momenti in cui si vede già uno scrittore affermato e famoso me lo hanno fatto amare. Non avessi avuto degli impegni veramente urgenti (chiamati lavoro e master) non avrei certo spezzato la lettura.

Fante è riuscito a coinvolgermi ed avvolgermi nella lettura con il suo Arturo Bandini, un po’ Fante stesso, né carne né pesce e umano, così umano e così fallibile da poterlo rendere fastidioso agli occhi di chi della sicurezza di sé fa il suo credo. Arturo Bandini la cui storia non si esaurisce con questo romanzo, ma che ci racconta di Camilla, di come l’ha conosciuta e persa senza mai averla avuta, di come per sapere dove si trovi non rimane altro da fare che chiedere alla polvere, la polvere che viene dal deserto, la polvere che ha accolto l’ultimo regalo di Arturo per la bella messicana che non riusciva ad accettare l’amore e capiva solo la violenza.

“Chiedete alla polvere della strada! Chiedete alle iucche che si ergono solitarie ai margini del Mojave. Chiedete loro di Camilla Lopez e sentitene sussurrarne il suo nome”

John Fante – Prologo a Chiedi alla polvere.